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Prosegue a Fusina la trasformazione del Css in energia, dopo il dispositivo del Tar del Veneto

Venerdì 29 Gennaio 2021

Rifiuti

Veritas prende atto del provvedimento del Tar del Veneto che - non ravvisando nell’impianto di Fusina alcun pericolo per il territorio e la popolazione – ha fissato al 23 giugno l’udienza, avanzata dai comitati del no, sull’autorizzazione dell’impianto per la trasformazione in energia del Combustibile solido secondario (Css) prodotto dal trattamento del rifiuto secco residuo,

Infatti, come scrive il Tar, “Non appaiono prospettabili apprezzabili rischi alle ragioni dei ricorrenti, atteso che la linea 1 è già autorizzata (giusta Aia n. 1881/2017) al trattamento di biomasse e che, con i provvedimenti impugnati, viene autorizzato il loro coincenerimento con Css – già oggetto di analogo trattamento presso la vicina centrale termoelettrica Palladio di Enel - e di fanghi da depurazione civili, in gran parte provenienti da Veritas per i quali è stata documentata, per il 2018 ed il 2020, una concentrazione di Pfas contenuta entro i limiti di rilevabilità individuati dalla Circolare regionale prot. n. 329408 del 17/07/2019”. Inoltre, continua il Tar, “dalla sospensione integrale del provvedimento deriverebbe un pregiudizio immediato alla funzionalità del sistema di gestione dei rifiuti del Bacino di Venezia - dovuto alla necessità di avviare a trattamento il Css in precedenza conferito presso la centrale Palladio di Enel - con possibili ricadute sulla salubrità ambientale”.

Pertanto, la prima linea dell’impianto continua a trasformare una parte del Css prodotto in energia e non sarà neppure interrotto, come riportato nel provvedimento, il procedimento per la realizzazione della seconda linea.

È importante sottolineare che il Css prodotto da Veritas deriva dal trattamento del rifiuto indifferenziato raccolto esclusivamente nel nostro territorio e che il recupero di energia riguarda solo il 15% delle oltre 540.000 tonnellate di rifiuti urbani raccolte in un anno, dal momento che l’82% è avviato al riciclo e solo il 3% finisce in discarica.