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Il presidente di Veritas, Vladimiro Agostini: “Chiederemo il finanziamento dell’impianto di Fusina: è in linea con gli obiettivi indicati dal Governo nel Pnrr”

Mercoledì 28 Aprile 2021

Rifiuti

Gli obiettivi europei di riciclaggio dei rifiuti prevedono di raggiungere entro il 2035 almeno il 65% di raccolta differenziata e di ridurre al 10% il conferimento dei rifiuti in discarica. E’ inoltre previsto il recupero energetico di almeno il 25% del rifiuto urbano non più riciclabile.
Ecco l’economia circolare: un nuovo modello costituzionale europeo il cui scopo è prevenire la produzione dei rifiuti, aumentare il riciclaggio dei materiali, ridurre l’uso della discarica e lo sfruttamento di nuove risorse naturali.
Nel 2020, nel territorio della Città metropolitana di Venezia, le nostre comunità hanno raggiunto una media di differenziata del 73,3%, con solo il 3% di quanto raccolto portato in discarica. Sono risultati reali, certificati, che pongono Venezia e tutti i Comuni metropolitani ai vertici italiani ed europei.
Veritas, grazie a un lungimirante indirizzo dei Comuni Soci, ha da molti anni impostato un modello di differenziata rivolto all’effettivo riciclo dei rifiuti urbani, recuperando materiali riutilizzabili perfino dal secco residuo.
Di cosa parlano, dunque, questi comitati che contestano?
Una trentina di anni fa, per evitare crisi causate dalla chiusura delle discariche, era stato attivato a Fusina un termovalorizzatore per quelli che all’epoca si chiamavano rifiuti solidi urbani. Più tardi, fu realizzato un nuovo impianto per il trattamento del rifiuto urbano e la sua trasformazione in Combustibile solido secondario (Css). Gli scopi erano due: sostituire il carbone usato per produrre energia nella vicina centrale termoelettrica Palladio dell’Enel e non bruciare più il rifiuto tal quale, cioè senza alcun trattamento.
Fu una scelta amica dell’ambiente - voluta dagli Enti territoriali (Comune, Provincia e Regione) e nazionali (i ministeri dell’Ambiente e dell’Industria) – dal momento che il carbon fossile era sostituito dal Css, un sottoprodotto derivato dal trattamento dei rifiuti urbani.
Si può quindi affermare che iniziò allora la politica di decarboning (oggi molto più incisiva) che proprio a Venezia, già nel 2019 - in anticipo di sei anni rispetto alle scadenze nazionali ed europee - ha evitato la combustione di un milione di tonnellate di carbone.
I comitati hanno capito la portata di questa decisione?
Alla luce della decisione di chiudere la Palladio, Veritas ha quindi sviluppato un nuovo progetto per recuperare energia dal Css non più utilizzato da Enel: è un nostro preciso dovere disporre di impianti adeguati (non certo di discariche) per proteggere il territorio da emergenze ambientali e massimizzare il riciclo dei rifiuti.
E’ necessario citare le molte città che sono in emergenza a causa della mancanza di impianti e infrastrutture per il trattamento dei rifiuti urbani?
Sanno i comitati che ogni anno Veritas deve garantire l’avvio al riciclo e al riutilizzo di circa 540.000 tonnellate di rifiuti raccolte nel territorio metropolitano veneziano, la stessa quantità prodotta dall’intera regione Friuli-Venezia Giulia?
Gli impianti devono essere dimensionati per garantire i picchi stagionali. Il nostro territorio (che non a caso si chiama metropolitano) è una capitale per turismo, ricevimento dei visitatori e presenza di grandi e vitali energie produttive. E’ un territorio molto pregiato, per questo gli impianti che trattano i rifiuti devono essere moderni, sostenibili e rispettosi dell’ambiente.
I tecnici del nostro Gruppo hanno migliorato sempre di più le capacità degli impianti delle società controllate Ecoprogetto ed Eco-ricicli, tanto che ora sono avviate in un anno all’effettivo riciclo oltre 460.000 tonnellate di rifiuti e solamente 60.000 di queste diventano Css. Le altre seguono le filiere delle differenziate.
Si tratta di quel 5% che un tempo sostituiva una piccola parte del milione di tonnellate di carbone per la produzione termoelettrica locale, ormai definitivamente cessata.
Il Css prodotto contiene meno del 12% di plastiche ed è composto principalmente da legno, fibre, carta, cartone: materiali con potere energetico, ma non riciclabili in alcun modo. Questo è un modello vincente, perchè ci permette di ridurre l’impatto ambientale di alcuni errori che talvolta i cittadini fanno quando conferiscono i rifiuti. E’ un modello certificato, da un lato per misurare e migliorare il sistema delle raccolte e i comportamenti dei cittadini; dall’altro per salvaguardare l’ambiente, senza aspettare l’arrivo di questi lenti miglioramenti.
Il modello di gestione dei rifiuti urbani che gli Enti locali veneziani hanno realizzato è oggi una realtà che ha ampiamente superato gli obiettivi europei di raccolta differenziata. E’, però, anche un modello certificato che garantisce l’effettivo riciclo dei materiali ben oltre la differenziata e utilizza la discarica solo per le emergenze (trombe d’aria o mareggiate) o a causa dei ritardi procurati in questo caso proprio dai comitati.
Questo modello ha addirittura già raggiunto gli ambiziosi obiettivi che il Governo ha scritto nel Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza), attualmente al vaglio del Parlamento. Per questo insisteremo perché la piattaforma di trattamento e riciclo di Fusina sia finanziata come impianto faro, a servizio del nostro territorio.
Chiunque leggesse i dati con onestà intellettuale, capirebbe che stiamo parlando di un assetto impiantistico sostenibile, di dimensioni adatte al territorio servito, peraltro già autorizzato e strettamente controllato dalle Autorità. Un assetto essenziale per garantire alla cittadinanza del territorio veneziano un servizio pubblico locale efficace ed efficiente.
L’adeguamento degli impianti è necessario per rispondere alle esigenze dell’ambiente e del nostro speciale territorio. Purtroppo i comitati che anche la settimana scorsa hanno protestato, continuano a spacciare bugie e a falsare la realtà, creando difficoltà o disagi che hanno reso fin qui un pessimo servizio all’ambiente e alla collettività. E’ veramente triste constatare che queste persone si appellano ai giudici evocando paure e giocando sulla speculazione politica.
Quello che dicono è l’esatto contrario della realtà: è una lettura cervellotica che attribuisce a progetti eccellenti obiettivi ed errori che Veritas non fa, non ha mai fatto e non farà in futuro.
Non riuscire o non volere riconoscere un’eccellente gestione ambientale - che altri solo sognano, ma che da noi invece esiste – appartiene a una visione retrograda, tristemente proposta con girotondi strumentalizzati perfino dalla presenza di bambini e medici.
Difenderemo con trasparenza e impegno il patrimonio pubblico e l’eccellenza ambientale fino a oggi costruita, adeguando gli impianti già autorizzati, che sono sostenibili, strategici per la salvaguardia dell’ambiente, e per allontanare emergenze nella gestione dei rifiuti urbani.

Vladimiro Agostini
Presidente di Veritas